Cari Amici,
E’ per me una grande gioia l’incontrarmi, anche se solo per breve tempo, con voi, riuniti in convegno per il Cinquantesimo della Federazione Italiana Ex Alunni delle istituzioni educative della Compagnia di Gesù. Pregheremo insieme in un’Eucarestia di ringraziamento e di invocazione; adesso voi desiderate che vi dica una parola di solidarietà e di incoraggiamento.
Il vero atto di nascita della vostra Federazione è composto da alcuni fogli di carta, male ciclostilati e che il tempo ha ingiallito.
In essi si dichiara : “il giorno 16 maggio 1948 alle ore 10, nella sede provvisoria dell’Istituto Leone XIII in Milano, avuta la benedizione di S. Em. il cardinale Arcivescovo Ildefonso Schuster…… i delegati di16 Associazioni italiane si sono riuniti in Assemblea per la costituzione della Federazione Italiana degli ex alunni della Compagnia di Gesù”…. “muniti degli opportuni poteri”, deliberano la costituzione di fatto.
Nel settembre dello stesso anno uscì il primo bollettino della Federazione, dove vengono richiamati alcuni principi ispiratori, che possono essere ancora oggi validi per prendere nuovo slancio per il futuro, per aggiornare i rapporti con la Compagnia di Gesù, per calibrare onestamente l’analisi delle situazioni ed i progetti che vanno sempre adeguati alle circostanze, senza nostalgie del passato, ma con lo stesso spirito.
Punti salienti sono: il denominatore comune della formazione ignaziana; l’acquisizione di maggior vigore e di maggior sintonia spirituale per affrontare assieme le difficoltà odierne.’ considerare come salutari e fonte di ricchezza le divergenze di vedute; aggiornamento ed operatività in sintonia con la Compagnia di Gesù.
Sempre in vista di un costante rinnovamento mi sembra utile ricordare che l’idea di un’organizzazione nazionale ed internazionale risale al 1922,a una lettera del Padre Provinciale della Provincia Romana della Compagnia di Gesù, inviata ai Rettori dei nostri Collegi d’Italia, dopo un loro congresso tenuto a Mondragone. “Si procuri - vi si legge - chesi istituisca ….. in ogni collegio…. l’Associazione degli Antichi Alunni…. Si assegnino per essa speciali locali, convenientemente arredati, nel collegio stesso…… Si desidera che venga istituita la Federazione Nazionale…. “.Il Padre Jean Baptiste Janssens, Preposito Generale dal 1946 al 1964e predecessore del Padre Arrupe, segui con il massimo interesse lo sviluppo iniziale della vostra Federazione e stimolò il lavoro progettato, ammonendo: “Sono Antichi Alunni della Compagnia e devono manifestare esternamente la formazione da essa ricevuta, con l’esempio di una vita spiccatamente cristiana, anche nel modo di concepirla, affiancando ed estendendo, secondo le particolari possibilità e nei diversi ambienti in cui ciascuno vive, l’attività apostolica della Chiesa.
La “Magna Charta di Loyola”, il Concilio Vaticano II, i messaggi del Padre Pedro Arrupe hanno dato sempre nuova luce per affrontare con coraggio un cammino adeguato al rapidissimo evolversi dei tempi ed alla definizione dei ruoli nella Chiesa e nelle opere della Compagnia di Gesù. La Compagnia sta facendo con audacia cristiana questo cammino, con grande speranza in Dio e nell’uomo, secondo lo spirito degli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio che ci fa scoprire quanto Dio abbia fiducia nell’uomo da Lui creato. Proprio qui - dicevo nel 1991 all’inaugurazione dell’Anno Ignaziano - Ignazio innesta la sua convinzione che l’uomo èun essere sempre capace di progredire, di crescere nel servizio del puro amore: proprio qui si inserisce il suo famoso “magis”. Eccomi allora a rinnovare in questa circostanza, a nome della Compagnia, la fiducia in voi, carissimi ex alunni, nel rispetto della vostra vocazione laicale, in un momento particolare, quando cinquant’anni di vita federativa dimostrano la validità delle vostre Associazioni. Dobbiamo però riconoscere, con realismo cristiano, che purtroppo si sono avuti anche dolorosi insuccessi, con momenti di forti divisioni e spaccature, dovuti a mancanza di ascolto reciproco o a carente profondità di ricerca o a perdita di alcuni valori proclamati d’altra parte in discorsi e relazioni scritte. Forse la Compagnia stessa non si è sempre tempestivamente immersa in un dialogo nuovo e formativo con il laicato che usciva dai nostri collegi. Se qualcosa dovesse ancora restare di queste tensioni, ricordiamoci che la Compagnia vi chiede amichevolmente di vivere lo spirito ignaziano della formazione permanente, per affrontare nuove situazioni e per creare cristianamente nuove soluzioni.
A questo punto desidero ringraziare tutte le Associazioni Italiane e i molti ex alunni italiani per quanto generosamente hanno dato di tempo, intelligenza, denaro ed opere ai progetti dei gesuiti italiani, non solo sul territorio nazionale, ma anche nei territori di missione. Né va dimenticato il lavoro di ex alunni per le Chiese locali e per le Organizzazioni di ex alunni delle varie scuole cattoliche .Si tratta ora di approfittare di questi giorni di riflessione per fare di questo vostro Congresso un Congresso “strategico”. E in vista di un’azione e di una presenza che risponda all’obiettivo formulato da Padre Arrupe “Uomini e donne per gli altri”, non potete pensare ad una strategia di spirito ignaziano senza alcuni requisiti di partenza.1. Primo requisito è la conoscenza profonda della società italiana, delle sue tensioni, dei suoi problemi, dei suoi messaggi per l’uomo, per la famiglia, per la coscienza collettiva.
Non si può essere uomini e donne per gli altri se non si ha la disponibilità a guardare in faccia la realtà delle situazioni con lo spirito dell’amore cristiano.
Nei nostri collegi la pedagogia ignaziana è un continuo invito all’osservazione coraggiosa e affettuosa degli esseri umani, non per una staccata diagnosi di tipo scientifico, ma per una vera e positiva immersione nel vissuto, per portare un contributo di presenza attiva di giustizia in ogni campo.
Un’Associazione ex alunni non può quindi essere un gruppo chiuso su se stesso, ma deve vivere una formazione di continuo aggiornamento, nell’accettazione delle diversità, come vero arricchimento per giungere a dare la testimonianza di una presenza intelligente di chi sa guardare gli altri con spirito di servizio, di concretezza, di amore. Comprendo quanto ciò possa essere difficile. anche in gruppi religiosi è forte la tentazione di assumere ruoli di parte, dimenticando quella visione universale, alla quale invita Sant’Ignazio anche negli Esercizi Spirituali. Solo cosi, però, l’ex alunno può testimoniare la validità sociale della scuola cattolica, posta in situazioni così particolari in Italia.
Altro requisito è rendersi conto delle enormi difficoltà in cui vive la Chiesa italiana, che non può essere guardata con pure analisi salottiere, senza coinvolgimenti e partecipazioni generose e sofferte. Troppo spesso diamo la sensazione - anche se oggi molto meno che in passato - di essere un po’ staccati dalla realtà “chiesa italiana” Non basta lo sforzo che viene compiuto da vari Padri e docenti laici, nei nostri istituti, teso a far comprendere la necessità di dare una presenza attiva nei vari settori della chiesa locale.
Ma le stesse Associazioni ex alunni dovrebbero aiutare operativamente in questo compito gli istituti, anche facendo sentire fuori dal nostro ambiente quanto sia importante la presenza della scuola cattolica anche per lo sviluppo dell’annuncio cristiano da parte della chiesa particolare d’Italia. A questo proposito, ritorno a sottolineare quanto in Italia, in certi casi, sia stato valido l’apporto di nostri ex alunni
all’organizzazione di attive presenze della scuola cattolica come tale in organismi diocesani.
Un altro requisito essenziale è quello di riprendere coscienza della figura dì “ex alunno ideale” e adeguato alle situazioni attuali della Compagnia dì Gesù. A questo proposito non finiremmo più di citare la copiosa letteratura giacente nei vostri archivi. Ma forse è bene ricordare che, talvolta, alcune forme di nostalgia hanno paralizzato alcuni processi evolutivi sia nel campo pedagogico, sia poi nella chiarificazione dei rapporti fra ex alunni ed istituti dì provenienza. Come ho accennato a Sidney, tutti i contesti in cui operiamo sono cambiati irrevocabilmente e tendono a cambiare sempre più velocemente.
Questo costringe i gesuiti e i laici ad un continuo scoprire nel presente i segni del futuro e a voler agire anche su di loro, con il coraggio della prudenza e del rischio cristiani. Ho la tentazione di dire che più che riprendere coscienza della figura di “ex alunno ideale”, dobbiamo prendere coscienza della necessità di creare, secondo il decreto 13 dell’ultima Congregazione Generale la “comunità ideale” fatta di gesuiti e di laici ex alunni, che definisca sempre più l’identità degli uni e degli altri, nei loro specifici carismi, mediante la collaborazione, l’ascolto reciproco, nella condivisione della tradizione spirituale e apostolica della Compagnia di Gesù. Ecco allora la necessità di creare una continuità tra scuola ed ex alunni, continuità dettata dallo spirito apostolico-educativo della Compagnia di Gesù e dalla volontà dell’ex alunno dimettere a frutto in modo specifico la formazione ricevuta. Se questa continuità non è sentita da tutta la comunità educativa e se l’Assistente non è inserito in questa situazione con competenza e spazio sufficiente di azione, ben difficilmente si potrà realizzare quella figura di laico corresponsabile desiderata dall’ultima Congregazione Generale, e, quindi, di ex alunno progettata dai documenti relativi a questo problema. Alla luce della Congregazione Generale 34.ma dovete quindi sollecitare la realizzazione di un gruppo di studio e di animazione tra laici e Gesuiti, per avere un gruppo operativo capace di proporre le varie competenze professionali al fine di aiutare le opere della Compagnia di Gesù. Se questo è stato proposto nell’ultimo Consiglio Direttivo Europeo di Venezia, a maggior ragione vale per l’Italia, dove la situazione degli istituti scolastici dei gesuiti è particolarmente difficile ed esige da parte vostra una nuova partecipazione alla vita dei nostri collegi, specialmente nelcampo dell’orientamento universitario e professionale. Cari ex alunni, comprendo che queste proposte non possono riscuotere particolari adesioni da parte di tutti coloro che sono passati per le nostre aule, ma tocca a voi, che avete liberamente aderito alle Associazioni, essere fermento e presenza di una forza di spiritualità laicale ed ignaziana, che, con responsabilità, si senta animata dallo Spirito a vivere in concreto - secondo le possibilità di ciascuno - l’ideale della nostra educazione Tutto questo ci apre il cammino a considerare come vivere i vari contatti tra le vostre Associazioni e la Compagnia di Gesù, e forse come si va definendo la figura dell’Assistente alla luce della Congregazione Generale 34.ma. inoltre sarà bene progettare un piano di aiuto alle opere tra gli emarginati, facendo delle scelte prioritari e con i Superiori della Compagnia di Gesù. Come vedete, il terzo millennio vi aspetta per un lavoro molto interessante e carico di grandi prospettive. La Compagnia vi dovrà dare una forte formazione spirituale e teologica, aiutare a prendere coscienza del nuovo ruolo del laico, informandovi sempre sull’evoluzione della Compagnia per vivere uniti, nello spirito di Ignazio, la volontà di una risposta cristiana alle attese confuse della società contemporanea.
Sono certo che avete intelligenza, spirito, fantasia e amore per una strategia prudente ed efficace. E’ con sincero affetto e stima che vi ho detto tutte queste cose.
E’ con riconoscenza verso di voi e verso i vostri Assistenti che vi porgo il mio saluto ed invoco su voi tutti e sulle vostre famiglie lo Spirito del Signore Risorto.
Peter Hans Kolvenbach SI